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giovedì 13 ottobre 2016

Saluto all' autunno


''Possa la mia mente diventare leggera come una foglia d'autunno''

Anche se in questi giorni sembra di essere più vicini all'inverno salutiamo e accogliamo l'autunno, i suoi dolci frutti e i suoi caldi colori con una nella torta: cacao e pere si uniscono per confortare il nostro palato e scaldare la nostra anima. Una torta semplice ma dal gusto raffinato e vellutato ideale per una dolce merenda ma anche come fine pasto.

domenica 20 marzo 2016

Vola colomba


O forse sarebbe meglio dire "colomba al volo"!
Sì, la colomba è il dolce tipico pasquale e immancabile sulle tavole in questi giorni di festa ma noi viviamo col progresso e la performance quindi spesso non troviamo il tempo per dedicarci a preparazioni tradizionali che richiedono tempi lunghi e pazienza da giganti. E' così ci viene in aiuto qualche ricetta magica che, come per incantesimo, ci permette di preparare al volo un buon dolce  per rallegrare la tavola e deliziare parenti e amici. 
Ho pensato diverse volte di preparare la colomba pasquale ma  essendo una preparazione elaborata e lunga fino ad oggi ho sempre desistito. Giuro che prima o poi proverò a prepararla la vera colomba artigianale ma stavolta ho infornato una colomba furba. Ho scovato la ricetta sul Canale YouTube Fatto in casa da Benedetta, si tratta di una colomba di Pasqua facile e veloce ma gustosa e delicata con un risultato simile all'originale. Il segreto è utilizzare lievito istantaneo per pizze e torte salate e dunque evitare tutte le lunghe lievitazioni del caso: sfornerete un dolce molto simile al panettone quanto a consistenza e al ciambellone quanto a morbidezza. A piacere potrete aggiungere all'impasto canditi, gocce di cioccolato, uvetta, amarene ... e potrete decorare con semplice granella (prima di infornare), con glassa mandorlata (quasi a fine cottura) o cioccolato fuso (una volta cotta).
Prima di lasciarVi alla ricetta vorrei farVi miei migliori auguri di Buona Pasqua: che sia per tutti Voi un momento di gioia, comunione e rinascita!

domenica 8 novembre 2015

Ciambella al profumo di ...


... mandorle !
E tutti sappiamo quanto le mandorle siano frutti alleati della nostra salute, che vogliate sgranocchiarle o utilizzarne olio o latte ! La ricetta della ciambella al latte di mandorle del blog Vale Cucina e Fantasia non potrà quindi che far bene al Vs. umore e alla Vs. forma fisica.
Col suo basso contenuto di colesterolo, il suo sapore delizioso di frutta secca e la grande quantità di vitamine, il latte di mandorle è ricco di antiossidanti e di minerali essenziali, svolge un efficace azione anti cancro, anti invecchiamento, col suo alto livello di fibra naturale protegge inoltre le pareti dell’intestino favorendone il buon funzionamento e aiuta a regolare l’assorbimento degli zuccheri. 
In questa delicata ciambella ai benefici del latte di mandorle e alla completa assenza di burro o olio si aggiunge quel non so che di soffice e goloso: una preparazione semplice con cui potremo coccolarci al risveglio o per una pausa durante la giornata.

domenica 23 agosto 2015

Cuore di panna


Ohi mamma ! Sono 2 mesi e mezzo che non aggiorno il mio blog ! Davvero deprecabile ... ho diversi post con ricette avviati ma non riesco a concluderli ... in effetti la pasticceria non è la mia unica passione e negli ultimi tempi mi sono dedicata alle altre. 
Ora come ora mi pare comunque opportuno proporVi una ricetta per una torta fredda, di semplicissima esecuzione tra l'altro, e che al primo assaggio Vi ricorderà il famosissimo cono gelato Cuore di panna. 
L’estate si sa, si ha voglia di dolci freddi, pronti da tenere in freezer per gli ospiti senza stare troppo tempo al lavoro.  Questa torta è molto semplice, si compone di una farcitura di soffice panna che non ghiaccia, la base invece è fatta con biscotti secchi come per la cheesecake. Decorazioni di cioccolato fondente e granella di nocciole esaltano il gusto ricordando il famoso gelato Algida. 
La ricetta non l'ho inventata io anche se ho usato le mie dosi, ce ne sono varie versioni on line ... ora non Vi resta che provarla ! 

lunedì 4 maggio 2015

Tortine Camille


Chi non conosce le famose e prelibate tortine Camille del Mulino Bianco?
Grazie alla geniale intuizione de La cuoca dentro posso proporVi la versione casalinga di queste tortine, piccole nuvole al gusto di carota, amatae da molti per la loro morbidezza e il loro sapore intenso di carote abbinato al gusto delle mandorle e dell'arancia. 
Le Camille sono il giusto compromesso tra dolce e genuino, leggere e delicate sono ricche di vitamine e minerali, grazie alla presenza delle carote e delle mandorle che caricano di energia l'organismo e preparano ad affrontare tutte le sfide della giornata. 
Una ricetta facile e veloce da preparare che garantirà a grandi e piccini di gustare delle squisite merendine, assolutamente genuine e prive di conservanti e coloranti.

venerdì 17 aprile 2015

Torta di rose


Un delizioso cesto di rose mantovane ... 
Di antichissime e nobili origini la Torta di Rose fu creata nel 1490 alla corte dei Gonzaga in occasione delle nozze tra Francesco II e Isabella D’Este, proprio per rendere omaggio alla gentilezza ferrarese di costei, e fu talmente apprezzata da tutti i Signori dell’epoca che da quel momento entrò a far parte della cultura gastronomica mantovana.  
Creata con pochi, semplici e comuni ingredienti dai cuochi dei Gonzaga, la Torta di Rose unisce il fascino della dolcezza al toccante richiamo della morbidezza: il suo segreto è custodito nell'amore, nella passione e nella pazienza impiegati per la sua esecuzione.
La Torta di Rose non ammette fretta ed è realizzata con una pasta brioche lievitata ricca di burro e zucchero che viene farcita e arrotolata assumendo la caratteristica forma di un cesto di boccioli che le dà il nome.

lunedì 1 dicembre 2014

Golosità Dannunziana


E' risaputo che Gabriele D'Annunzio fosse un grande goloso e pare che proprio lui abbia battezzato questo dolce: me lo immagino in un caffè letterario a gustarsi una bella fetta di questa torta tipica abruzzese magari sorseggiando un bicchierino del suo liquore preferito, l'Aurum, a base di brandy ed infuso d'arance.
Specialità regionale associata alle tradizioni natalizie ma non solo, il Parrozzo è diffuso soprattutto nella zona orientale dell'Abruzzo: nel 1920 il pasticcere Luigi D'Amico ebbe l'idea di preparare questo dolce con le sembianze di un'antica pagnotta semisferica delle mense contadine ma ingentilita con l'utilizzo di uova, semolino e farina di mandorle e ricoperta con cioccolato. Il primo ad assaggiare questo nuovo dolce fu il suo amico Gabriele D'Annunzio che ne  rimasto estasiato e, coniato il nome Parrozzo (pane-rozzo), addirittura gli dedicò un madrigale "La canzone del Parrozzo".
Il dolce è molto semplice da preparare e si fa ben apprezzare, anche se la sua tradizionale caratteristica è la "sbriciolisità" (si dirà così? non so!) questa versione con l'aggiunta di olio e liquore resta molto più compatta ... l'ideale sarebbe ridurre in farina le mandorle con la buccia per lasciare un aspetto più rustico all'impasto, io però ho usato farina di mandorle già pronta.

sabato 27 settembre 2014

Torta Gianduiotto


Una delizia al cioccolato, un'autentica bontà, una scioglievolezza unica e un gusto deciso. La torta gianduiotto è una torta dalla consistenza di un cioccolatino che ad ogni assaggio riempie la bocca. Dedicata a chi ama il cioccolato nella sua versione più pura è un ottimo dessert di fine pasto, ideale da accompagnare con un pò di panna o gelato. 
Pochi ingredienti, pochi passi, tanto gusto di cioccolato e risultato garantito!

sabato 20 settembre 2014

Qualcosa di semplice ...


"Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte l'impasto si addensa: è un tale conforto!" 
Così parlava la protagonista del film Julie & Julia ed ogni tanto ci vuole davvero un dolce semplice che nasca dall'unione di pochi conosciuti ingredienti e ci conforti con il suo profumo e la sua morbidezza accompagnato magari da un buon thè, un caffè o una golosa cioccolata calda.
La preparazione è davvero elementare ed io ho voluto "movimentarla" un pochino dividendo l'impasto in due gusti da alternare a cucchiaiate nella teglia, per ottenere al taglio della torta, uno scenografico sorprendente effetto zebrato. Ovviamente potete anche realizzarla nella versione candida tinta unita senza cacao!

giovedì 31 luglio 2014

Torta fredda piňa colada



Questa torta prende il nome e il gusto dalla famosissima bevanda alcolica Piňa Colada, un long drink a base di rum bianco, succo d’ananas e latte di cocco; dolce, aromatico, dissetante e molto gustoso, uno dei preferiti dall'universo femminile. Originaria di Porto Rico la Piňa Colada sembra sia stata preparata per la prima volta intorno agli anni ’60, anche se esistono alcune versioni senza latte di cocco già dagli anni '20 e pare che anche ai Caraibi si bevesse già intorno al 1950. Comunque nella Vecchia San Juan, un piccolo quartiere della capitale di Porto Rico, esiste una targa in cui viene ricordata la creazione della prima Piňa Colada ad opera di Don Ramon Portas Mingot.
Oggi Vi propongo questo cockail così accattivante sotto le vesti di torta fredda: un morbido strato di candida crema allo yogurt sormontato da una valanga di cubetti d'ananas marinato che posa su una base in pasta biscotto al cocco con un leggero aroma al rum che può essere un intensificato come eliminato del tutto.
Segue anche la ricetta del cocktail classico che, volendo, potrete servire insieme alla torta stessa magari in un caldo dopo cena quando la notte avanza per concederVi una gustosa "fuga" tropicale.

domenica 15 giugno 2014

Crostata ricotta e visciole


Pare che questo dolce sia nato quando agli ebrei venne impedito di commerciare latticini e formaggi, gli abili pasticceri pensarono allora di nascondere la ricotta tra due dischi di pasta frolla cercando così di renderla meno visibile ai gendarmi: la crostata ricotta e visciole è uno dei segni particolari che il popolo ebraico ha lasciato nella cucina romana.
Se volete gustare questa specialità secondo tradizione dovete recarvi in Via del Portico d'Ottavia (a Roma s'intende) presso la pasticceria Boccione, meglio conosciuta come il "forno del ghetto", una minuscola bottega senza insegna e con le vetrine un pò spartane, la riconoscerete dalla fila di persone all’ingresso e dal profumo fragrante nell'aria.. Da generazioni propone i suoi dolci preparati seguendo le norme della tradizione kosher ed in particolare prepara la crostata ricotta e visciole come la storia racconta, bruciacchiando la superficie e rendendo il dolce poco accattivante e poco attraente ma con al suo interno una sinfonia di gusto per il palato. 
Mi piace molto il connubio che si crea tra il gusto asprigno delle visciole (ciliegie selvatiche simili alle amarene), quello pieno della ricotta e il dolce della frolla che racchiude il tutto, e poi è un dolce di grande tradizione: nasce come crostata chiusa e ci vorrebbero le visciole intere ma ... possiamo "accontentarci" di una buona confettura e una ricotta asciutta da coprire magari con un fitto intreccio di frolla.

lunedì 12 maggio 2014

La crostata della nonna


Un classico della tradizione culinaria italiana, una di quelle ricette a cui non si può rinunciare, la crostata è un evergreen delle nostre tavole, il dolce della nonna per antonomasia: ogni nonna ha la sua ricetta personale e ogni nipote può dire che quella della propria è la più buona.
Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscere nessuno dei miei nonni e non sò se le mie nonne sapevano prepararla ma conosco una nonna speciale della cui crostata mi sono innamorata: nonna Lina, lei mi ha fatto l'onore di rivelarmi la sua ricetta e i suoi segreti e da allora non faccio che sfornar crostate. 
Capolavoro di genuinità e semplicità la crostata è facile da realizzare, ideale per la prima colazione, perfetta per la merenda o per accompagnare la festicciola dei più piccini, vi darà ancor più soddisfazione se la farcirete con marmellata o confettura fatta in casa. Vi avviso subito che con le "mie" dosi potrete ricavare 4 crostate di 22 cm. di diametro: ebbene sì, non ho modificato le dosi originali di nonna Lina poiché quella volta che provai a ridurle non mi è riuscita la solita deliziosa crostata (questioni di chimica, no?): preparo la frolla in anticipo, la divido in 4 panetti e, dopo il riposo in frigorifero, la congelo così da averla pronta all'occorrenza. Mi basta quindi farla scongelare prima di utilizzarla e farcirla con la mia confettura preferita: visciole!

sabato 12 aprile 2014

Omaggio a Partenope


Regina della pasticceria campana, simbolo della Pasqua napoletana e non solo, la pastiera da sempre accompagna la Settimana Santa con i suoi intensi profumi e l’inconfondibile aroma.
L’origine della Pastiera è antichissima probabilmente legata ai culti pagani per celebrare l’arrivo della primavera, il suo mito sembra rifarsi addirittura alla leggenda di Partenope e della fondazione di Napoli. La leggenda dice che la sirena Partenope aveva scelto come dimora il bellissimo golfo di Napoli e da lì cantava con voce melodiosa e dolcissima. La gente allora per ringraziarla di questo meraviglioso canto le portò dei doni, sette doni per l’esattezza, come le sette meraviglie del mondo, ognuno dei quali aveva un significato: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo di riproduzione; il grano cotto nel latte, simbolo della fusione del regno animale e di quello vegetale; i fiori d’arancio, profumo della terra campana; le spezie, omaggio di tutti i popoli; lo zucchero per acclamare la dolcezza del canto della sirena. La sirena, felice per tanti doni, si inabissò per fare ritorno alla sua dimora cristallina e depose le offerte preziose ai piedi degli déi: questi riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima pastiera.
La pastiera è entrata poi nella tradizione cristiana diventando il dolce simbolo della Resurrezione e della Santa Pasqua. Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente nella pace di un monastero napoletano. È certo che le suore dell'antichissimo convento di San Gregorio Armeno erano reputate maestre nella complessa manipolazione della pastiera, e nel periodo pasquale ne confezionavano un gran numero per le dimore patrizie e della ricca borghesia: quando i servitori andavano a ritirarle per conto dei loro padroni, dalla porta del convento che una monaca odorosa di millefiori apriva con circospezione, fuoriusciva una scia di profumo che s’insinuava nei vicoli intorno e, spandendosi nei bassi, dava consolazione alla povera gente per la quale quell’aroma paradisiaco era la testimonianza della presenza del Signore.

sabato 22 marzo 2014

Serata di gala


Ovvero, occasione solenne che richiede un certo apparato e in cui si fa sfoggio di eleganza.
Almeno il dizionario ce la propone così ! Non sò quanti di Voi avranno avuto modo di partecipare a serate simili, a me capita spesso ... quando vado in crociera ! La crociera è per me una vacanza ideale, per antonomasia caratterizzata da continue scoperte, relax e ininterrotte occasioni di piacevolezza, ed è esclusivamente durante questi viaggi all'insegna dell' eccellenza alberghiera che ho modo di partecipare a tali eventi mondani. 
Non sono una grande esperta di bon ton quindi eviterò di darVi indicazioni sui doveri degli ospiti ma posso dirVi che in queste speciali serate a bordo tutto ha un aria più curata e lussuosa del solito. La serata viene annunciata sul programma delle attività quotidiane e l'unico dettame che Vi danno riguarda il dress code: posso quindi dare alcune consigli solo in proposito. I signori sono invitati a mettere giacca e cravatta e le signore a sbizzarrirsi con l'eleganza ma scordatevi l'abito corto, Vi prego, il bon ton non lo ammette dopo le sette di sera. Sono invece ammesse scollature e strascichi, se l'abito è senza spalline dotateVi di uno scialle, potrete spaziare coi colori scuri e intensi, evitando però le fantasie sgargianti, e sfoggiare acconciature curate, tacchi alti e gioielli. Beh, una serata di gala potrebbe anche trasformarsi in un incubo per chi come me non è a proprio agio con tacchi e abiti troppo impegnativi per questo credo che un pantalone nero con un bel top o una blusa sia sempre la soluzione migliore (certo uno smoking da donna sarebbe un fantastico colpo di classe ma il mio guardaroba al momento ne è sprovvisto): in fin dei conti la vera eleganza non sta nell'abito ma nel comportamento.

mercoledì 19 febbraio 2014

A' luna caprese ...


Tu, luna luna tu, luna caprese,
ca faje sunná ll'ammore a 'e 'nnammurate ...

Qualcuno di Voi magari l'avrà già ammirata, la stupenda luna di Capri che fa sognare l'amore e fa innamorare. Io sogno di assaporare presto le sue atmosfere ed Immagino Capri come un concentrato di bellezza circondato di azzurro: un'isola che accoglie con l'allegria colorata del porto di Marina Grande, invita in quel salotto all'aria aperta che è la Piazzetta, incanta con la suggestione di luoghi come la Certosa di San Giacomo, stordisce a sorpresa con vedute da batticuore come il Belvedere di Tragara o l'Arco Naturale. Sfavillante sotto il sole, languida al chiaro di luna, Capri promette e mantiene da secoli quella dolcezza del vivere che ha attratto poeti, artisti e viaggiatori di cerca della bellezza più pura.
Non poteva non nascere qui una torta conturbante come questa ... la leggenda narra che, negli anni Venti, un pasticcere, emozionato e turbato per la commissione di un dolce da parte degli sgherri al seguito di Al Capone, sbagliò l'impasto e quella che doveva essere una torta comune della Costiera Amalfitana si trasformò in un dolce mai visto prima: una soffice composizione di cioccolato fondente e mandorle che, grazie alla farina dimenticata, divenne la Torta Caprese, dolce divino e voluttuoso, imitato in lungo e in largo ed interpretato in numerose varianti, tutte ricche e gustose, ma il vero spirito della Caprese è, secondo me, solo uno: la semplicità !

sabato 9 novembre 2013

Sapore antico

 
La leggenda narra che la mela cotogna, pomo d'oro dell'antica Grecia, rappresentò l'emblema di Afrodite, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Déi, ma oggi sembra un frutto un po' dimenticato. Con la sua forma ibrida tra mela e pera, coltivata già 4000 anni fa dai Babilonesi, la Cydonia Oblonga fa capolino su pochi ricercati banchi di fruttivendoli proprio tra ottobre e novembre: mela compatta, dal bel colore giallo oro, coperta da una leggera peluria che scompare via via con la maturazione. Come le sue colleghe, la mela cotogna è un frutto estremamente sano e ricco di vitamine che riesce ad apportare notevoli benefici a chi ne fa uso. Ricco di vitamine, pochi zuccheri e molte fibre, è un prodotto a basso contenuto calorico. Questo frutto può vantare proprietà emollienti, sedative, antibatteriche, antinfiammatorie dell'apparato digerente, toniche ed astringenti.
Ho faticato a trovare ricette dedicate proprio a lei, escludendo la notissima e laboriosa cotognata, in fin dei conti la singolare ed affascinante mela cotogna, se la avete in dispensa, si può utilizzare in tutte le ricette a base di mele con la sola accortezza di cuocerla un po', prima, per intenerirla. Così ho scelto questo pandolce dal sapore un po' rustico e antico proprio come il frutto: lo chiamo "pane" essenzialmente per la tipica forma a mattonella ma trattasi in effetti di una torta da gustare nella forma che preferite !

lunedì 26 agosto 2013

Torta fredda al cocco e cioccolato


Ovvio, è una cheesecake!
Tanto vale che Ve lo dica subito: non l'ho chiamata cheesecake un po' per creare varietà nei nomi dei miei dolci un po' perché per prepararla non ho usato solamente il formaggio !
Le temperature pare si stiano abbassando un po' ovunque ma è ancora estate quindi una cremosa e fresca cheesecake è sempre gradita e, poiché stò attraversando una fase creativa tutta al cocco, ho puntato sul binomio cocco-cioccolato, delizioso e mai scontato!
Come al solito devo chiedere venia per le fotografie di scarsa qualità ma, ferme restando le mie scarse capacità con l'obiettivo, stavolta ci si è messo anche un grande diluvio che ha ridotto quasi allo zero la luminosità della giornata ... sono giustificata ...

lunedì 19 agosto 2013

Torta al cocco e amarene

 
Mi rendo conto che è quasi un mese che non Vi diletto con le mie dolcezze ma il caldo ha influenzato la mia pigrizia: non sono ferma a vegetare, ho lavorato meno con le mani e più con la testa, quindi la produzione ha subìto uno stallo ... ma non a Ferragosto!
Questo è il dolce che ho preparato per il 15, Vi domando scusa per la sintesi estrema della ricetta ma vuoi per la suddetta pigrizia e vuoi per l'effettiva semplicità della preparazione questa torta dal profumo un po' esotico e un po' mediterraneo mi ha preso davvero poco tempo: se avete voglia di accendere il forno almeno per 30 minuti, questa torta merita davvero e potrete servirla "nature" oppure accompagnata con una pallina di gelato e/o con lo sciroppo delle amarene.

domenica 28 luglio 2013

Cheesecake al latte condensato


Dal sempre più arroventato Sahara argentino l'opprimente anticiclone africano assalta l'Italia. Con il caldo di questi giorni sarà senz'altro piacevole gustare un dolce fresco, ancor più se si può realizzarlo senza bisogno di accendere il forno: al solo pensiero c'è da sentirsi male! 
La ricetta di questa cheesecake l'ho scoperta grazie ad Arabafelice: adoro il suo blog, trovo che lei sia una donna straordinaria, ironica, simpaticissima, capace di affascinare con i suoi mille aneddoti o i suoi racconti da Robin Hood su come riesce ad estorcere le ricette alle sue amiche o conoscenti! Chi ha già avuto modo di conoscerla saprà che è una appassionata consumatrice di latte condensato ed ha convinto anche me che nella dispensa di una cuoca, non a dieta, il latte condensato non può proprio mancare! Se non lo avete in dispensa comunque potrete farlo in casa: la ricetta la trovate QUI. Ringrazio quindi Stefania per aver donato alla blogosfera questa magica ricetta e soprattutto la sua inconsapevole amica russa che, non avendo un blog e non parlando italiano probabilmente non saprà mai quanto la sua cheesecake abbia girato le cucine del mondo. 
La ricetta dunque mi ha subito stuzzicato: senza cottura, pratica ed intuitiva, con pochissimi ingredienti, facilissima da fare, adatta alle cene estive e molto, molto buona! Il bello di questa torta è che non solo è divina e con una texture davvero setosa ma si presta ad infinite coperture: per me il topping ideale è quello ai frutti rossi e dunque, avendoli in casa, non ho esitato nell'utilizzare fragole, more e lamponi come se piovesse!

lunedì 3 giugno 2013

Crostata pesche e amaretti

 
Pensavate non avessi preparato nulla per il mio 1° blog-compleanno? Come avrei potuto non infornare un bel dolce? Questa crostata l'avevo scoperta on line giorni fà per caso (per la ricetta devo ringraziare Renza del blog Sfizi e pasticci): mi è sembrata una crostata molto scenografica ed elegante così l'ho subito replicata. La ricetta originale prevede l'uso di pesche fresche ma, poiché non ne ho ancora trovate di sufficientemente saporite, io ho usato quelle sciroppate: l'accoppiata con gli amaretti è sempre perfetta! ... ne gradite una fetta?
P.S. Vi ricordo che i festeggiamenti sono in corso fino al 7 giugno con il mio Birthday Giveaway

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