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domenica 8 novembre 2015

Ciambella al profumo di ...


... mandorle !
E tutti sappiamo quanto le mandorle siano frutti alleati della nostra salute, che vogliate sgranocchiarle o utilizzarne olio o latte ! La ricetta della ciambella al latte di mandorle del blog Vale Cucina e Fantasia non potrà quindi che far bene al Vs. umore e alla Vs. forma fisica.
Col suo basso contenuto di colesterolo, il suo sapore delizioso di frutta secca e la grande quantità di vitamine, il latte di mandorle è ricco di antiossidanti e di minerali essenziali, svolge un efficace azione anti cancro, anti invecchiamento, col suo alto livello di fibra naturale protegge inoltre le pareti dell’intestino favorendone il buon funzionamento e aiuta a regolare l’assorbimento degli zuccheri. 
In questa delicata ciambella ai benefici del latte di mandorle e alla completa assenza di burro o olio si aggiunge quel non so che di soffice e goloso: una preparazione semplice con cui potremo coccolarci al risveglio o per una pausa durante la giornata.

lunedì 4 maggio 2015

Tortine Camille


Chi non conosce le famose e prelibate tortine Camille del Mulino Bianco?
Grazie alla geniale intuizione de La cuoca dentro posso proporVi la versione casalinga di queste tortine, piccole nuvole al gusto di carota, amatae da molti per la loro morbidezza e il loro sapore intenso di carote abbinato al gusto delle mandorle e dell'arancia. 
Le Camille sono il giusto compromesso tra dolce e genuino, leggere e delicate sono ricche di vitamine e minerali, grazie alla presenza delle carote e delle mandorle che caricano di energia l'organismo e preparano ad affrontare tutte le sfide della giornata. 
Una ricetta facile e veloce da preparare che garantirà a grandi e piccini di gustare delle squisite merendine, assolutamente genuine e prive di conservanti e coloranti.

martedì 9 dicembre 2014

Torrone tenero ...


... from U.S.A !
È sempre difficile stabilire le origini di un dolce perché spesso è frutto di secoli, se non millenni di contaminazioni culturali. Ciò vale anche per il torrone che, assieme a panettone e pandoro, è, ormai simbolo delle feste natalizie. Ci sono quindi varie correnti di pensiero sulla nascita del torrone ma la più accreditata sembra avere radici nella civiltà araba creatrice di un impasto a base di mandorle, miele, zucchero, aromatizzato con spezie, importato poi dai veneziani che lo condussero alla fama e successo nel Medioevo. 
Ma oggi non starò qui ad enunciare teorie o ricette puriste sul torrone bensì a proporVi un'idea geniale e veloce, una di quelle idee di cui solo gli americani possono essere depositari.
Io ho scoperto questa ricetta nel mio ultimo viaggio in Michigan grazie allo zio di mio marito ed ovviamente non potevo non realizzarla per le Feste: solo 3 ingredienti e poche semplici mosse per preparare un ottimo dolcetto da gustare o da donare, a tranci o a cubetti, per deliziare amici e parenti.

lunedì 1 dicembre 2014

Golosità Dannunziana


E' risaputo che Gabriele D'Annunzio fosse un grande goloso e pare che proprio lui abbia battezzato questo dolce: me lo immagino in un caffè letterario a gustarsi una bella fetta di questa torta tipica abruzzese magari sorseggiando un bicchierino del suo liquore preferito, l'Aurum, a base di brandy ed infuso d'arance.
Specialità regionale associata alle tradizioni natalizie ma non solo, il Parrozzo è diffuso soprattutto nella zona orientale dell'Abruzzo: nel 1920 il pasticcere Luigi D'Amico ebbe l'idea di preparare questo dolce con le sembianze di un'antica pagnotta semisferica delle mense contadine ma ingentilita con l'utilizzo di uova, semolino e farina di mandorle e ricoperta con cioccolato. Il primo ad assaggiare questo nuovo dolce fu il suo amico Gabriele D'Annunzio che ne  rimasto estasiato e, coniato il nome Parrozzo (pane-rozzo), addirittura gli dedicò un madrigale "La canzone del Parrozzo".
Il dolce è molto semplice da preparare e si fa ben apprezzare, anche se la sua tradizionale caratteristica è la "sbriciolisità" (si dirà così? non so!) questa versione con l'aggiunta di olio e liquore resta molto più compatta ... l'ideale sarebbe ridurre in farina le mandorle con la buccia per lasciare un aspetto più rustico all'impasto, io però ho usato farina di mandorle già pronta.

lunedì 15 settembre 2014

Il plumcake amico ...


... del benessere !
Sì, la sfida che ho raccolto è proprio questa: conciliare il gusto e il piacere della buona tavola con l'equilibrio nutrizionale. Dalla collaborazione tra Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e l'Associazione Italiana Food Blogger è nato l'ambizioso entusiasmante progetto "Insieme per la salute. La ricetta giusta per il tuo benessere" con il preciso obiettivo di diffondere una sana cultura alimentare, e tutti i food blogger della rete sono stati invitati a contribuire con le proprie ricette. 
E' stato così indetto un primo contest a tema specifico "Colesterolo cattivo? No grazie!".
Il colesterolo, un lipide naturalmente prodotto dal fegato per garantire la corretta funzionalità delle cellule,.è croce e delizia per il nostro organismo. Infatti, non tutto il colesterolo è salutare. Il “colesterolo buono”- HDL ed è quello che viene utilizzato dal fegato ma esiste anche “il colesterolo cattivo”- LDL, che invece tende a depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni e a impedire la corretta circolazione del sangue aumentando il fattore di rischio di arteriosclerosi e di malattie cardiovascolari (infarto cardiaco, ictus cerebrale). 
Per battere l’ipercolesterolemia non va dimenticato l'apporto di un corretto stile di vita e l’attività fisica ma il ruolo più importante spetta alla dieta: alimenti di origine vegetale e pochi grassi sono la migliore prevenzione. La dieta di impronta mediterranea è in grado di incidere positivamente sui livelli di colesterolo nel sangue e diventare un'arma efficace per difendersi dall'ipercolesterolemia: non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole verdure, cereali e legumi, frutta fresca e a guscio, condimenti a base di grassi insaturi (olio extravergine d'oliva o di semi), alimenti ricchi di fibre (cereali integrali, avena, orzo, farro ...) e pesce.

lunedì 30 giugno 2014

Brutti ... ma buoni



Un dolce può essere brutto ma buono? Ebbene sì! Si tratta di biscottini e si chiamano appunto brutti ma buoni perché la loro forma non è perfetta, hanno un aspetto irregolare e poco uniforme ma sono di una bontà estrema e soprattutto estremamente facili da realizzare.
Nascono come dolcetti a base di nocciole tostate forse in Piemonte, oppure in Toscana o Emilia, in effetti sono presenti in molte regioni italiane. Volendo potete prepararli anche con mandorle, mandorle e nocciole insieme, o con pistacchi e noci, saranno comunque ottimi. Si possono aggiungere inoltre anche gocce di cioccolato o cacao.
La loro consistenza è molto particolare perché sono croccanti fuori e morbidi dentro, essendo preparati con gli albumi e senza farina sono gluten free oltre che molto leggeri e si conservano bene per diversi giorni.

mercoledì 19 febbraio 2014

A' luna caprese ...


Tu, luna luna tu, luna caprese,
ca faje sunná ll'ammore a 'e 'nnammurate ...

Qualcuno di Voi magari l'avrà già ammirata, la stupenda luna di Capri che fa sognare l'amore e fa innamorare. Io sogno di assaporare presto le sue atmosfere ed Immagino Capri come un concentrato di bellezza circondato di azzurro: un'isola che accoglie con l'allegria colorata del porto di Marina Grande, invita in quel salotto all'aria aperta che è la Piazzetta, incanta con la suggestione di luoghi come la Certosa di San Giacomo, stordisce a sorpresa con vedute da batticuore come il Belvedere di Tragara o l'Arco Naturale. Sfavillante sotto il sole, languida al chiaro di luna, Capri promette e mantiene da secoli quella dolcezza del vivere che ha attratto poeti, artisti e viaggiatori di cerca della bellezza più pura.
Non poteva non nascere qui una torta conturbante come questa ... la leggenda narra che, negli anni Venti, un pasticcere, emozionato e turbato per la commissione di un dolce da parte degli sgherri al seguito di Al Capone, sbagliò l'impasto e quella che doveva essere una torta comune della Costiera Amalfitana si trasformò in un dolce mai visto prima: una soffice composizione di cioccolato fondente e mandorle che, grazie alla farina dimenticata, divenne la Torta Caprese, dolce divino e voluttuoso, imitato in lungo e in largo ed interpretato in numerose varianti, tutte ricche e gustose, ma il vero spirito della Caprese è, secondo me, solo uno: la semplicità !

domenica 2 dicembre 2012

Sbrisolona dolce cuore


La torta sbrisolona è un dolce tipico lombardo, precisamente della zona del mantovano: molto conosciuta anche all'estero è una torta "frollosa", dal gusto ricco e deve il suo nome alla friabilità delle "brise" grandi e piccole che si formano quando, dando un pugno al centro, viene porzionata spezzandola. Proprio per la ricchezza degli ingredienti trovo che sia molto adatta al clima delle Feste: era da tempo che volevo provarla e questi giorni di gioiosa attesa del Natale mi sono sembrati l'ideale, così è diventata il dolce della prima domenica di Avvento. La torta ha origini povere e contadine, ho utilizzato farina di mais, strutto e nocciole per recuperare il gusto caldo della tradizione ed ho aggiunto un cuore di crema agli amaretti come morbida sorpresa.
Questa prima domenica di Avvento ha portato in casa mia anche il presepe, simbolo primo del Natale: non sono importanti le dimensioni e basta trovare un piccolo angolo per la nostra scena della natività affinchè possa semplicemente richiamare l'attenzione e svegliare i nostri cuori. Magari davanti al vostro presepe in ammirazione di quella culla ancora vuota potrete dividere la sbrisolona con i vostri cari soreseggiando un bicchiere di Lambrusco amabile o di vino dolce liquoroso come il Malvasia, il Passito di Pantelleria o il Vin Santo.

mercoledì 21 novembre 2012

Whoopieee !!!


In America sono l'ultima frontiera del dolcetto e, secondo questo simpatico video, minacciano addirittura di sostituire le cupcakes: ecco a voi le whoopie pies! Ideali come dolce finger food, assomigliano a biscotti morbidi come una torta, si assemblano come un piccolo sandwich, con una morbida crema al centro e sono personalizzabili all'infinito, nel gusto e nell'aspetto.
Il Maine e la Pennsylvania si disputano la paternità di queste delizie: la tesi più accreditata li fa nascere nella contea di Lancaster per opera di una comunità Amish. La tradizione vuole che le donne Amish li preparassero in casa e li mettessero nei cestini del pranzo  di mariti e bambini: il nome "Whoopie" sembra derivi proprio dall'urlo di giubilo e meraviglia  che questi facevano trovandovele. La ricetta originale prevede, sia nell'impasto che nel filling, l'utilizzo dello shortening, un grasso vegetale (ndr. Crisco) eventualmente sostituibile con il nostro strutto (grasso animale) o ancor più semplicemente con il burro, mentre il ripieno tradizionale sarebbe una soffice crema bianca, nota negli States come Marshmallows Fluff. Per uteriori interessanti dettagli sulla storia e le caratteristiche delle whoopie pies vi consiglio di leggere il bellissimo post scritto da Giulia direttamente da Chigago.

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