Un dolce che sà di primavera sì ma la torta Mimosa può assicurarvi un grande successo in ogni occasione::io a dire il vero l'ho preparata, per la prima e finora unica volta, in ottobre dietro richiesta di mio marito per festeggiare il terzo anniversario di nozze* ed ho tenuto parole e foto in serbo per il momento giusto: mi pare che questo lo sia così tiro fuori la ricetta come un coniglio dal cilindro! :-) Tutti sapranno che l'origine del nome di questa torta è legata al suo aspetto che ricorda il fiore della mimosa nella superficie ricoperta di briciole di dorato pan di Spagna. E a sua volta l'allegra mimosa che con umiltà fiorisce i primi giorni di marzo simboleggiando la primavera e il risveglio della natura, è dal 1946 il fiore della Festa della Donna ed incarna il rinnovamento della condizione femminile. Le origini della Festa della Donna sono legate purtroppo ad un tristissimo 8 marzo del 1908, giorno in cui 129 donne morirono arse vive in una fabbrica tessile di New York in cui il padrone le aveva rinchiuse per mettere fine alle loro proteste contro disumane condizioni lavorative. La nascita di questa ricorrenza è quindi ben lontana dall'uso commerciale che se ne fa oggi e considerarla un'occasione di svago da passare con le amiche a vedere spogliarelli maschili mi sembra il peggior modo di ricordarne il profondo senso originale. Dedico questa torta a tutte le Donne e soprattutto a quelle che coraggiosamente ancora oggi devono lottare per rivendicare i loro diritti.
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domenica 3 marzo 2013
venerdì 28 dicembre 2012
Il mio primo profiteroles
Per il primo compleanno di mio nipote Riccardo ho deciso di imbarcarmi in un'impresa a dir poco titanica ed ho preparato un profiteroles. Impresa titanica perchè, a parte mangiarlo, non lo avevo mai preparato prima nè mai ovviamente mi ero mai cimentata con i bignè ma, con la incosciente sicurezza che ti trasmettono le ricerche on line e la visione di altri cuochi più o meno dilettanti su YouTube, mi son detta che sì: la missione era possibile! :-) Così, dita incrociate e concentrazione al massimo mi sono chiusa in cucina per mezza giornata!
Tanto per far sfoggio di quanto ho studiato ora non posso non raccontarvi qualcosa sulle origini del profiteroles, dolce molto ricco nato nel Rinascimento e precisamente dopo che, nel 1540, venne inventata la pasta choux, ovvero la pasta dei bignè. Il creatore della pasta choux era un cuoco che Caterina de' Medici portò al suo seguito presso la corte di Francia quando andò in sposa ad Enrico II.
Il profiteroles si presenta fondamentalmente come una piramide di piccoli bignè, riempiti di panna montata, crema pasticcera o chantilly, e ricoperti in genere da una densa glassa a base di panna e cioccolato fondente fuso, ma è un dolce che si presta a moltissime varianti golose, per farcitura e per glassa, e persino salate. Il nome di questo dolce nasce dalla parola francese "profit",
che significa "profitto, guadagno", e il suo diminutivo "profiteroles", in
ambito gastronomico, significa letteralmente "piccola gratificazione".
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