Almeno dalle mie parti si trovano tutto l'anno in pasticceria, in cornetteria o al bar, gioia delle ore piccole o dolce risveglio per chi le mangia a colazione, le bombe fritte sono un'esplosione di dolcezza, simili ai bomboloni o ai krapfen, se ne differenziano per il loro impasto, senza uova e senza patate, e con la zuccherina sofficità di una nuvola conquistano grandi e piccini, mi sembrano quindi l'ideale per festeggiare il Carnevale che, come forse saprete, è una delle rarissime occasioni in cui mi dedico alla frittura.
Ma qui a Frosinone il Carnevale storico è anche uno degli eventi più attesi dell'anno e quello che meglio racconta e conserva il folklore degli abitanti: il culmine della festa si celebra il martedì grasso con la rievocazione della Festa della Ràdeca, alias una foglia di agave, simbolo di fecondità. Quella Festa alla fine del 1700 divenne simbolo della lotta per la libertà dalle occupanti truppe francesi, personificate nel generale Championnet rappresentato in un fantoccio che, al termine del Carnevale, viene bruciato. Il lungo corteo, che si snoda nel centro storico di Frosinone si divide in due parti. In testa sfilano figuranti in abiti settecenteschi a rappresentare i personaggi storici del periodo in cui la città di Frosinone era occupata dalle truppe francesi; in coda i "ràdecari" brandiscono festanti la classica "ràdeca", accompagnati da bande musicali, gruppi folkloristici, carretti carichi di botti di vino e dolciumi tipici. Al termine del corteo si ripete il processo e la consueta condanna del generale francese Championnet, seguita dalla distribuzione dei cosiddetti "maccarune" (fini fini) e a chiusura della festa, alla sera, c'è il cosiddetto "Carnevale morto" cioè la lettura del testamento lasciato dal generale ed il rogo del fantoccio.
Ora Vi lascio goderVi il Vostro Carnevale con le mie bombe fritte e Vi auguro un martedì grasso che più grasso non si può! :-)