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lunedì 30 giugno 2014

Brutti ... ma buoni



Un dolce può essere brutto ma buono? Ebbene sì! Si tratta di biscottini e si chiamano appunto brutti ma buoni perché la loro forma non è perfetta, hanno un aspetto irregolare e poco uniforme ma sono di una bontà estrema e soprattutto estremamente facili da realizzare.
Nascono come dolcetti a base di nocciole tostate forse in Piemonte, oppure in Toscana o Emilia, in effetti sono presenti in molte regioni italiane. Volendo potete prepararli anche con mandorle, mandorle e nocciole insieme, o con pistacchi e noci, saranno comunque ottimi. Si possono aggiungere inoltre anche gocce di cioccolato o cacao.
La loro consistenza è molto particolare perché sono croccanti fuori e morbidi dentro, essendo preparati con gli albumi e senza farina sono gluten free oltre che molto leggeri e si conservano bene per diversi giorni.

sabato 9 novembre 2013

Sapore antico

 
La leggenda narra che la mela cotogna, pomo d'oro dell'antica Grecia, rappresentò l'emblema di Afrodite, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Déi, ma oggi sembra un frutto un po' dimenticato. Con la sua forma ibrida tra mela e pera, coltivata già 4000 anni fa dai Babilonesi, la Cydonia Oblonga fa capolino su pochi ricercati banchi di fruttivendoli proprio tra ottobre e novembre: mela compatta, dal bel colore giallo oro, coperta da una leggera peluria che scompare via via con la maturazione. Come le sue colleghe, la mela cotogna è un frutto estremamente sano e ricco di vitamine che riesce ad apportare notevoli benefici a chi ne fa uso. Ricco di vitamine, pochi zuccheri e molte fibre, è un prodotto a basso contenuto calorico. Questo frutto può vantare proprietà emollienti, sedative, antibatteriche, antinfiammatorie dell'apparato digerente, toniche ed astringenti.
Ho faticato a trovare ricette dedicate proprio a lei, escludendo la notissima e laboriosa cotognata, in fin dei conti la singolare ed affascinante mela cotogna, se la avete in dispensa, si può utilizzare in tutte le ricette a base di mele con la sola accortezza di cuocerla un po', prima, per intenerirla. Così ho scelto questo pandolce dal sapore un po' rustico e antico proprio come il frutto: lo chiamo "pane" essenzialmente per la tipica forma a mattonella ma trattasi in effetti di una torta da gustare nella forma che preferite !

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